PROSSIMA ESCURSIONE

CAI Sezione di Chioggia (VE)

Domenica 06 Aprile 2025 Valstagna - Alta via del Tabacco - 3°Tratto

Lunghezza e tempo di percorrenza:8 km.circa  5 ore circa
Difficoltà:E
Dislivello:600 circa
Partenza e Arrivo:Valstagna
Sentieri:Carta Tabacco n. 50 – sent. n.781-783
Abbigliamento: Adeguato alla stagione  
Iscrizioni: Il Giovedì prima dell’escursione in Sede dalle 21.00 alle 22.30
Mezzo di Trasporto: Proprio
Ritrovo:Rotonda del porto ore 06.30
Accompagnatori:

Tiozzo Bruno

Bellemo Roberto

Questo suggestivo sentiero ripercorre alcune antiche vie di comunicazione tra i terrazzamenti, dove tra il 1630 e il 1960 veniva coltivato il tabacco. Questo territorio è circondato da alte pareti rocciose, come quella del Monte Grappa e dell’Altopiano dei Sette Comuni, che offre scorci caratteristici e poetici, con piccoli borghi arroccati sulle sponde del fiume Brenta. A rivoluzionare questa povera economia fu una pianta esotica, il tabacco, che per secoli coltivarono tra queste vallate, garantendo così un minimo di sussistenza alle famiglie. Di questa plurisecolare coltivazione, oggi rimane il ricordo nei tipici terrazzamenti sostenuti con alti muri a secco, le “masiere” che si elevano fino ai 400/500 metri sul livello del Brenta. A collegare tra loro questi orti e le contrade del fondo valle con i monti, troviamo i Trodi del Tabacco, che permettendo così agli abitanti del territorio quella minima vita sociale che il duro lavoro non permetteva, consentendo visite di cortesia, scambi di masserizie e generi vari, insomma, un pronto aiuto in caso di bisogno, oltre che una fuga sicura ai contrabbandieri che scappavano dai finanzieri.

Dalla frazione Mori dove lasceremo le macchine, si giunge all’agglomerato di case di Mattietti (m.260), tutte in abbandono e in parte fatiscenti. Dietro una casa si dirama il sentiero Cai n.781 che sale verso Piangrande e il Sasso Rosso di Foza. Il sentiero selciato si fa subito ripido e con diversi tornantini per entrare in una valletta (Val dei Mori), dove troviamo la diramazione AVT sulla destra (m.325), lasciamo il sentiero n.781 e attraversiamo l’impluvio presso i ruderi di una casetta. Risalendo il sentiero troviamo una grotta con all’interno una bellissima cisterna d’acqua, davvero affasciante e che ci richiama subito alla mente le numerose leggende delle anguane. Ancora un po’ di salita e in breve giungiamo ad un ampio vallone con una vecchia casa abbandonata (m.380) seppur in discreto stato di conservazione. Lasciamo il sentiero pianeggiante che poi scende a Mezzorigo e Valstagna e saliamo la mulattiera di sinistra che sale al Col Ventidueore delle Casarette (m.510). Ci aspetta un tratto impegnativo di traversata con diverse cenge un po’ esposte e vecchie masiere, tramite le quali aggiriamo la profonda Valle dell’Olier, alti sopra la contrada Ponte Subiolo. Quindi rapide serpentine di sentiero, tra vecchi terrazzamenti malconci, ci permettono di raggiungere l’ampia scarpata RoncoBello (roncare=disboscare, termine romano), tipicamente terrazzata, a San Gaetano (m.335). Dopo il tratto impegnativo riprende il sentiero di traversata, incrociamo (m.330) il sentiero Cai n.783 (per il Sasso Rosso) e proseguiamo alti sopra il borgo Sasso Stefani e il borgo di Giara Modon fino a giungere alla profondissima incisione della Val Gadena dove raggiungiamo la stradina sterrata allo sbocco della forra. La Val Gadena è davvero una forra spaventosa, incassata tra terrificanti pareti verticali e caratterizzata dal grande Covolon di ValgadenaAttraversata la stradina si riprende un ripido sentiero per poi abbandonarlo e seguire una traccia verso destra e una buona mulattiera. Giunti ad una caratteristica casa (cason Pierantoni, m.290), sopra un pulpito dominante la valle del Brenta, si scende per una mulattiera alla volta di Costa (m.180), oramai poco distante e già visibile. Qui finisce il nostro sentiero e la nostra escursione.

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About the author: Bruno